Dentizione tardiva: quando preoccuparsi?
La comparsa dei primi dentini è una grande emozione per ogni genitore. Ma cosa succede quando il calendario avanza e la bocca del tuo bimbo resta… senza novità?
Se sospetti una dentizione tardiva, è normale farsi domande e cercare rassicurazioni. In questo articolo scoprirai quando è tutto nella norma, quando è il caso di approfondire e quali strategie possono aiutare il tuo piccolo.
Quando la dentizione è considerata “in ritardo”?
Di solito i primi denti compaiono tra i 4 e i 10 mesi, ma ogni bambino ha i suoi tempi. Si parla di dentizione in ritardo quando, superati i 12 mesi, non è spuntato ancora nessun dentino. In alcuni casi, però, la comparsa può slittare ai 14-15 mesi senza che questo rappresenti un problema reale.
La variabilità è molto ampia: proprio come accade per il camminare o per le prime parole, anche la dentizione segue un ritmo individuale.
Perché alcuni bambini mettono i denti tardi?
La domanda è comune e la risposta, nella maggior parte dei casi, è semplice: ogni bambino cresce con i propri tempi. Eppure, alcuni fattori possono influire sulla comparsa dei denti. Ecco i più frequenti:
- Familiarità: se i genitori hanno avuto un ritardo nello sviluppo della dentizione, è probabile che il bimbo segua lo stesso schema.
- Costituzione del bambino: prematuri o bimbi con peso molto basso alla nascita possono presentare dentini che non spuntano entro i tempi classici.
- Carenze nutrizionali: in casi rari, la mancanza di vitamina D o calcio può rallentare la formazione e l’eruzione dei denti.
- Condizioni mediche particolari: sindromi genetiche o disturbi dello sviluppo possono avere un impatto sulla dentizione tardiva nei bambini, ma sono situazioni decisamente meno comuni.
Nella stragrande maggioranza dei casi non è presente alcuna patologia: il bambino ha semplicemente un ritmo più lento.
Quando preoccuparsi se non spuntano i dentini?
In linea generale, è consigliato un controllo se:
- a 12-14 mesi non è presente alcun dentino;
- a 18 mesi la dentatura non è ancora iniziata;
- noti altri segnali come difficoltà di crescita, ritardi nello sviluppo o anomalie del cavo orale.
Prima di allarmarti, però, considera che esistono bambini perfettamente sani la cui dentizione inizia più tardi del previsto senza conseguenze sul futuro. Una visita pedodontica è utile per rassicurarti, escludere problemi strutturali e monitorare la situazione con tranquillità.
Dentizione tardiva: cosa osservare a casa
Quando la dentizione tarda a iniziare, puoi prestare attenzione a piccoli segnali:
- gengive leggermente più dure;
- aumento della salivazione;
- desiderio di mordicchiare oggetti;
- irritabilità o sonno disturbato.
Se questi sintomi non compaiono affatto, non significa necessariamente che ci sia un problema: ogni bambino manifesta la dentizione in modo diverso.
Come stimolare la dentizione
Anche se non è possibile accelerare realmente il processo (dipende dalla maturazione fisiologica del bambino), puoi comunque favorire il comfort e l’ambiente ideale:
Stimolazioni dolci e utili
Massaggia le gengive con un dito pulito o con una garzina inumidita: aiuta a ridurre il fastidio e favorisce la circolazione.
Offri giochi da mordere, meglio se in silicone e certificati: esercitano una lieve pressione che può rendere l’eruzione più confortevole.
Usa cibi freschi e morbidi (se l’età lo permette): yogurt, frutta morbida o piccoli stick refrigerati possono dare sollievo.
Comportamenti da evitare
Evita gel anestetici non prescritti: possono contenere sostanze non adatte ai più piccoli.
Non applicare rimedi “fai da te” sulle gengive (miele, alcool, spezie): possono essere irritanti o pericolosi.
L’obiettivo non è anticipare la comparsa dei denti, ma aiutare il bambino a vivere il processo nel modo più sereno possibile.
Dentizione tardiva: è sempre un problema?
Nella maggior parte dei casi, no. La dentizione tardiva non compromette né la salute futura dei denti né la masticazione, purché l’eruzione proceda regolarmente dopo il suo inizio. Tuttavia, ritardi significativi meritano un controllo specialistico, soprattutto per escludere:
mancanza congenita di uno o più elementi dentari (agenesia);
ostacoli fisici all’eruzione;
anomalie dello smalto o dello sviluppo delle arcate.
Una diagnosi precoce permette di intervenire per tempo, evitando complicazioni e garantendo al piccolo una crescita orale armoniosa.
Segui il ritmo del tuo bimbo, ma non trascurare i controlli
La dentizione tardiva può generare ansia, ma spesso è semplicemente una variante della normalità. Se però hai dubbi o vuoi affrontare il tutto con maggiore serenità, un controllo pedodontico è la scelta più sicura.
Prenota ora una visita pedodontica presso la Clinica Dentale Rocci: un team specializzato ti guiderà passo dopo passo, aiutando te e il tuo bimbo a vivere la dentizione in modo sereno e senza preoccupazioni.
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